POLYCHRON - She's Always Been There . CD
POLYCHRON - She's Always Been There . CD

Materiali Sonori

POLYCHRON+ - She's Always Been There . CD

€9.90

Polychron+ sono un duo italiano (Aurelio Menichi + Gabriele Gai). Con le bands Dubital, Lord Chapeau, Smoke Signals, Vinylistic… si ricordano le loro prestigiose collaborazioni con Steven Brown, Mad Professor, Gilles Martin, Ultramarine.

"SHE'S ALWAYS BEEN THERE" è un lavoro ricco di idee e molto ben curato, con una propria originalità che potrebbe renderlo memorabile anche all’interno del vasto scenario “wave” italiano, dall’età d’oro dei primi gruppi post punk a oggi. L'album affonda le radici nell’humus mitteleuropeo (già terreno fertile di etichette quali Crammed Discs e Les Disques Du Crepuscule) per suggerirne il necessario nutrimento e trasporlo in un’inedita esperienza sonora, sintesi eclatante di delicata eleganza e morbosa sensualità.

Le illustri collaborazioni con ANNA DOMINO, BLAINE L. REININGER (che in “Piano Astrale” esibisce il suo straordinario italiano), LUC VAN LIESHOUT (Tuxedomoon), ALEX SPALCK (Pankow), NICONOTE, DANIELE BIAGINI (straordinario pianista già con i Minox, con il “Tenco” di Steven Brown e "Cameristico" di Riccardio Tesi) e CARMEN D’ONOFRIO, lasciano intuire la maestosa articolazione del progetto: gli ospiti si sono calati nell’ordito come se la trama già appartenesse loro, lasciando il loro inconfondibile segno sul risultato che suona sempre intenso, piacevole e sincero al tempo stesso.

12 tracce, sempre sostenute da audaci tessiture elettroniche e suoni potenti, mixate con gli interventi acustici di altri 7 musici italiani (flauto, trombone, violoncello, chitarre, …) che donano una luce esclusiva di raffinata ricercatezza al lavoro di PolychronPlus e soci. I testi, mai banali, nati inevitabilmente da esperienze personali, siano esse sogni, incubi, ricordi, delusioni, lutti o visioni. Completa il lavoro l’impalcatura grafica a corredo del digipack e del booklet, opera di Rino Rossi che abbraccia voluttuosamente le atmosfere di “She’s Always Been There” e fa suonare le proprie immagini perfettamente intonate alle musiche, rinviando visivamente alle stesse ossessioni che, come una ferita, percorrono tutte le tracce, tra la lussuria e il sacro, il vuoto assoluto e il credere-ancora-in-qualcosa, alla ricerca di un vaglio impossibile.

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