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GIUSEPPE GIACHI - Via Isidoro Del Lungo . Bk
“Le parrucchiere che abitavano nel secondo tratto di via Isidoro... che figure memorabili! ...Appariscenti, decisamente non belle, ma sempre acconciate con pettinature cotonate altissime e, soprattutto, bionde. Avevano questi panettoni sulla testa che le facevano incedere impettite, altezzose, con lo sguardo fisso e perso verso un davanti che solo loro vedevano: non si giravano mai...”
“Solo casualmente, involontariamente, riprovo affievolito il piacere di stare con me stesso, in contemplazione...
Quando la mia famiglia si è trasferita lasciando la casa di via Isidoro, la cosa che più intimamente mi è mancata è stata quella finestra al terzo piano e la possibilità di incantarmici.”
“Lei tentò di consolarmi con qualche parola di circostanza, mi prese in disparte e cercò di descrivermi a tinte rosee quel piccolo mondo che mi si era presentato così fosco, freddo e caotico... Avevo visto bene io fin da subito, avrei fatto bene ad insistere, ad andarmene; ma anche a quattro anni quando una ragazza bellissima, pur se vestita di nero e con la cuffia, ti prende in disparte, ti stringe la mano, ti accarezza la testa... insomma si cede facilmente.”
Dalla prefazione di Angelo Australi:
“(...) Quello di Giuseppe Giachi allora non è tanto un ricordo vestito con la nostalgia del punto di vista narrativo, ma semmai è un bisogno letterario che produce una cornice a spazi, luoghi e persone che non ci sono più, quindi da immaginare nuovamente sovrapponendoli agli stessi luoghi del presente di via Isidoro del Lungo. (…) C’è l’impellente necessità generazionale di far sì che il passato esista attraverso la trasfigurazione letteraria di un luogo che vive come momento nel quale viene incluso senza rimpianti o tracce di forzata nostalgia. Dopo aver vissuto l’infanzia in una condizione di continua scoperta di via Isidoro del Lungo, con la scrittura tutto sembra rimodellarsi in una realtà dai toni diversi (…). Ecco allora che in questo libro la letteratura sembra esistere come qualcosa di fondamentale, capace di dare un senso all’esperienza vissuta o solo parzialmente tramandata da altri ad altri ancora, di dare l’impressione di entrare nel gioco di un processo creativo inesauribile che parte dalla vita.”
Giuseppe Giachi è nato a Montevarchi e vive a Figline Valdarno. Ha soggiornato per un anno a Sacramento in California. Ha preso parte in qualità di ricercatore ed intervistatore, alla realizzazione del programma RAI “Dedicato ai genitori” sui valori e gli orientamenti socio-culturali dei giovani in Italia. È stato bibliotecario e dirigente del Consiglio Regionale della Toscana, occupandosi di tecniche legislative ed organizzazione. Sul versante letterario, si è occupato di narrativa (Beppe Fenoglio) e di poesia (Dino Campana, Giorgio Caproni, Laura Battiferri e altri), con un video (“L'alluvione ha sommerso...” dedicato a Campana) ed alcuni articoli su periodici (Testimonianze, Cultura Commestibile). Nel 2025 ha collaborato alla raccolta “SIAMO LIBERI? Resistenza e Liberazione nella Valle dell'Arno, racconti e memorie generazionali”. “Via Isidoro del Lungo” è il suo primo romanzo.
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